Sovranità digitale, di cosa si tratta e quali sono gli obiettivi

Ci troviamo in un momento economico e politico molto particolare. Inutile aggiungere che su queste situazioni grava anche il peso della pandemia, ciononostante non si può fare a meno di considerare tutto lo scenario che ci si staglia davanti con tutte le implicazioni che l’economia trascina con sé. L’Europa ha necessità di arrivare sul podio dell’economia digitale mondiale, cercando di far fronte alle pressioni di USA e Cina, ricavandosi quindi un suo spazio. Questo, per farla breve, è la spinta che porta l’Europa in primis, e l’Italia di conseguenza, a cercare di ottenere una propria sovranità digitale. Vediamo i dettagli.

Sovranità digitale, di cosa si tratta

L’ urgenza dettata da questo particolare momento è la sovranità digitale: il progetto Gaia-X in prima linea. Di cosa stiamo parlando? L’argomento è molto complesso, ma cercheremo di semplificarlo al massimo.

Come abbiamo detto, soprattutto a causa della pandemia di covid, si è presa coscienza del fatto che sia quanto mai necessario rafforzare la sovranità digitale dell’Europa e dei sui Stati membri, in modo da affrontare le sfide che ci si prospettano davanti nel futuro prossimo e in quello più imminente.

Lo scopo è quello di garantire i mezzi di sussistenza e di garantire la fruibilità dei servizi, nonché la sicurezza, a tutti i cittadini dell’UE.

Quando parliamo di sovranità digitale, quindi, stiamo sostanzialmente parlando di avere un’indipendenza digitale, un’infrastruttura digitale che sia sicura e, soprattutto sostenibile, situata in Europa. Occorre quindi essere assolutamente competitivi in tal senso e adoperarsi per raggiungere questo importantissimo obiettivo.

Quello che serve fare, è rafforzare l’economia digitale dell’Europa, implementando dunque quelli che sono i requisiti di sicurezza per le piattaforme e per i fornitori dei servizi digitali. Si deve promuovere una strategia unica a livello europeo per quanto concerne la protezione della proprietà intellettuale, promuovere l’alfabetizzazione digitale, dare una spinta verso la connessione a reti Gigabit, quindi incluso il 5G.

Questo per sintetizzare, perché il discorso è veramente complesso e articolato. In sunto, la sovranità digitale a cui si ambisce, è la capacità di determinati paesi di poter controllare nuove tecnologie digitali e i loro effetti sulla società, soprattutto in questo momento peculiare in cui, anche per la pandemia di covid, le relazioni tra le super potenze USA e Cina non sono propriamente distese.

Qual è la strategia dell’Europa

Proprio il maggio scorso c’è stato un importante aggiornamento della Strategia industriale europea da parte della Commissione europea che ha reso noto il lancio dell’Alleanza per i dati industriali, l’edge e il cloud in questi primi 6 mesi del 2021. Questo è solo un primo punto di partenza in cui l’obiettivo è quello di ottenere una fornitura europea di cloud affidabili.

Più a lungo termine, quindi entro il 2030, invece, si prevede di raggiungere un tasso di adozione di servizi cloud avanzati per le aziende del 75%. Obiettivi importanti e per i quali si sta già lavorando alacremente. Tutto questo dovrà essere ottenuto mediante un equilibrio tra autonomia di azione e il rispetto delle regole comuni.

Sempre più chiaro è quindi il ruolo dei dati e del loro utilizzo e protezione: chi sa sfruttare i Big Data, in particolare mediante l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, è destinato ad ottenere un’egemonia a livello globale, ecco perché è fondamentale entrare in un “mercato” così ambito e competitivo, in primis per non soccombere alla supremazia delle due enormi potenze che abbiamo citato prima, e che cercano di conquistarsi da sole questo terreno, in secondo luogo per tenere un equilibrio accettabile in cui anche l’Europa abbia diritto di parola.

Il progetto Gaia-X

Il 15 settembre 2020 nasce il progetto europeo con lo scopo di raggiungere la sovranità nazione, Gaia-X, un progetto inerente alle infrastrutture cloud. L’idea era quella di creare un cloud tutto europeo con lo scopo di poter mantenere in Europa una consistente parte del valore ingenerata dai dati che vengono raccolti dalle piattaforme cloud, il perché lo abbiamo esposto pocanzi.

Tale iniziativa, spinta fortemente da Francia e Germania, si traduce concretamente in una piattaforma in grado di offrire servizi alle aziende che, ovviamente, ne rispettino le regole e gli standard comunitari. Si deve dunque creare un ambiente all’interno del quale si possano conservare e condividere dati, ambiente con regole precise e definite.

Il nuovo cloud d’Europa, quindi sarà lo strumento principale per raggiungere la tanto ambita sovranità digitale, collegando così diversi ecosistemi cloud già in essere e che consentiranno alle banche dati di dialogare tra loro, rendendo i dati fruibili anche ai cittadini dell’Unione Europea mediante la creazione di diverse piattaforme.